Claudio Larena / Stiamo lavorando per voi (ci scusiamo per il disagio)

[IT] I cantieri sono luoghi specifici
Finalizzati alla cura di luoghi qualsiasi
Le impalcature, reti, segnaletiche, transenne necessarie
Alla costruzione o ristrutturazione di un luogo
Sono già un luogo
Servono all’architettura, essendo architettura.

L’idea è` quella di simulare un cantiere urbano che esiste solo per essere cantiere. Un luogo in cui il lavoro è` la creazione del luogo di lavoro e non il lavoro per il quale dovrebbe esistere quel luogo: una Macchina Celibe che si autoalimenta e che esiste solo per l’avanzamento e il sostenimento della stessa. Cartelli Stradali, strisce arancioni, operai che mangiano panini, vecchi che guardano il cantiere e il cantiere che respira e si modifica nel tempo e nello spazio, si allarga, si sposta e sposta limiti e confini che profilano la sua presenza (coreografia di un luogo) e quando raggiunge la sua forma completa… sparisce. Cantieri, impalcature, gru mastodontiche, tubi innocenti, container e cisterne di colore pastello, fanno ormai parte di un panorama urbano ordinario. Queste sculture funzionali vengono dispercepite, o altrimenti, non accettate come parte integrante del complesso architettonico in cui abitiamo, anzi, vengono spesso considerate ingombro e ostacolo alla visione, privazione di un qualcosa che in realtà ci appartiene. I Cantieri sono Luoghi inaccessibili all’interno dei quali tutto è` segreto, una dimensione spaziotempo omessa, un frammento di vita, di un quartiere e di chi lo abita, che resta nascosto e sconosciuto. Simulare un cantiere significa occupare una porzione di spazio pubblico attraverso un’estetica conosciuta e a norma di legge, significa poter abitare quel frammento, poter vivere quella dimensione spazio-tempo, svuotando un cantiere del suo significato, liberandolo dalla sua funzione per renderlo Manifesto di cambiamento e stravolgimento del paesaggio e dell’ordinario.

[ENG] Construction sites are specific places
Aimed at taking care of any place
The necessary scaffolding, nets, signs and barriers
To the construction or renovation of a place
I am already a place
They serve architecture, being architecture.

The idea is to simulate an urban construction site that exists only to be a construction site. A place where work is the creation of the workplace and not the work for which that place should exist: a self-sustaining Celibate Machine that exists only for its advancement and support. Road signs, orange stripes, workers eating sandwiches, old people looking at the construction site and the construction site breathing and changing over time and space, expanding, moving and shifting limits and boundaries that profile its presence (choreography of a place ) and when it reaches its complete form… it disappears. Construction sites, scaffolding, mammoth cranes, innocent pipes, containers and pastel-coloured tanks are now part of an ordinary urban landscape. These functional sculptures are lost, or otherwise, not accepted as an integral part of the architectural complex in which we live; indeed, they are often considered a clutter and obstacle to vision, a deprivation of something that actually belongs to us. The Construction Sites are inaccessible places within which everything is secret, an omitted space-time dimension, a fragment of life, of a neighborhood and of those who live there, which remains hidden and unknown. Simulating a construction site means occupying a portion of public space through a known aesthetic and in accordance with the law, it means being able to inhabit that fragment, being able to experience that space-time dimension, emptying a construction site of its meaning, freeing it from its function to make it a Manifesto of change and distortion of the landscape and the ordinary.



[CREDITS ENG]
Concept by Claudio Larena
In collaboration with
Marghèrita Kay Budillon
Thanks to the production of
Mare Culturale Urbano and the support of the Piccolo Teatro di Milano
Research in public space has also had the opportunity to develop thanks to the contribution of
: Sofia Naglieri (Performer); Luca della Corte (Artistic consultancy:); Giovanni Onorato; Marta Magini; Lucia Fontanelli (Performer);Anouk Chambaz (Video) Lorenzo Minozzi (Search for sound)
The stage writing operation was able to develop thanks to the participation of
: Giovanni Onorato; Elena Bastogi (Performer); Lorenzo Minozzi (Sound Designer)